Mondi Sovrapposti · Libro primo

La Verticale del Sentire

In uscita il 10 dicembre 2026

Anteprima · Capitolo 1

A quell’altezza il cielo non era più cielo: era una cosa più pulita, più sola.

Elianor lo attraversava da quando aveva memoria, e ogni volta le si fermava nello stesso punto della gola. L’aria della tuta le arrivava a ventun gradi, come sempre, come ovunque ad Aethel, e non sapeva di niente: la respiravano in otto milioni da secoli e nessuno di loro avrebbe saputo dire che odore avesse, perché un odore ce l’hanno le cose che bruciano,

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A quell’altezza il cielo non era più cielo: era una cosa più pulita, più sola.

Elianor lo attraversava da quando aveva memoria, e ogni volta le si fermava nello stesso punto della gola. L’aria della tuta le arrivava a ventun gradi, come sempre, come ovunque ad Aethel, e non sapeva di niente: la respiravano in otto milioni da secoli e nessuno di loro avrebbe saputo dire che odore avesse, perché un odore ce l’hanno le cose che bruciano,

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marciscono o vivono, e lassù non bruciava, marciva e viveva niente. Aveva il gusto appena metallico del miscelatore, quello sì, e lo si sentiva solo per i primi tre respiri. Poi si smetteva.

Sotto di lei le sette isole galleggiavano nella luce diretta, ancorate a niente, tenute su soltanto dalla volontà di non cadere.

Il guanto le stava sulla mano come una seconda pelle più fredda della prima.

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«Paladina. Contatto confermato sotto il margine inferiore. Sale.»

La voce le arrivò nell’orecchio interno, pulita anche quella, priva di paura. A bordo della Lama di Vento nessuno aveva mai paura quando c’era lei. Era una delle cose che le avevano insegnato senza dirglielo: una paladina del Sopra doveva proteggere più delle isole. Doveva proteggere la certezza che sarebbero rimaste su. La seconda cosa era più

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fragile della prima, e più importante.

«Quota?» chiese.

«Novemila e in salita. Velocità irregolare. Profilo termico: motore vecchio, combustione sporca. È roba del Sotto.»

Roba del Sotto. Lo disse senza disprezzo, l’ufficiale, perché il disprezzo era un’emozione e le emozioni, ad Aethel, erano un lusso che si concedeva soltanto

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in privato. Ma Elianor lo sentì lo stesso, sotto le parole, e lo sentì perché lo provava anche lei: quel piccolo nodo freddo sotto lo sterno, di fronte a tutto ciò che saliva dal basso. Da sempre le avevano insegnato a chiamarlo responsabilità.

Si allacciò l’imbragatura della tuta planante e diede l’ordine di aprire il portello.

Il freddo la trovò nel mezzo centimetro

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di polso che la tuta lasciava scoperto, e fu l’unica cosa vera che toccò Elianor quel giorno: una riga di gelo larga un dito, e tutto il resto di lei chiuso, misurato, a ventun gradi. Quindicimila metri di niente sotto i piedi, e lontanissima, oltre una coltre di nubi che da lassù sembrava un pavimento, la Terra. Il Mondo di Sotto. Elianor non lo vedeva mai davvero — nessuno ad Aethel lo vedeva davvero — e sapeva che era là, sotto i diecimila metri, dentro

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l’aria spessa e tossica che loro chiamavano il fondo. Una vecchia ferita che continuava a respirare.

Si lasciò cadere.

Cadere, per una paladina, era scegliere la direzione della propria volontà. La tuta si aprì in due ali sottili e Elianor smise di cadere e cominciò a volare, tagliando l’aria in lunghe diagonali, scendendo verso il contatto come un falco che ha già deciso dove poserà gli

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artigli. Dodicimila metri. Undicimila. Il punto caldo sul visore si ingrandiva: una navetta goffa, mal saldata, che vomitava nero da un motore che non avrebbe dovuto funzionare e funzionava lo stesso, ostinato come tutto ciò che veniva dal basso.

C’era sempre qualcosa di osceno, pensò, in quelle macchine. Nel modo in cui lo facevano: senza grazia, bruciando sé stesse pur di salire di un metro. Aethel

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non bruciava niente. Aethel si era guadagnata quel diritto. E ogni volta che una di quelle navette tentava di violare il margine, minacciava l’idea stessa che esistesse un posto, uno solo, in tutto il pianeta, dove l’umanità avesse smesso di consumarsi.

«Margine a tremila metri» disse la voce nell’orecchio. «Vuoi che apriamo il radar d’intercettazione?»

«No.» Le ali di Elianor fremettero,

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correggendo l’angolo. «Il patto. Niente radar oltre il margine. Lo faccio io, da vicino.»

«Ricevuto, Paladina.»

Il patto. La non-interferenza. Sopra non guardava Sotto, Sotto non toccava Sopra, e tra i due mondi correva una linea invisibile fatta di silenzio reciproco, un confine che nessuna mappa segnava perché era verticale. Era stato l’unico modo per smettere di

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morire, dopo le Guerre del Fondo. E adesso quella navetta sporca stava salendo a sfondarlo, e toccava a lei rimetterlo a posto, perché il patto si difendeva con persone disposte a buttarsi dal cielo per ricordare a tutti dov’era la linea.

Diecimila metri.

E fu allora che successe.

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Qui finisce l’anteprima.

Il libro continua.

Tocca il libro per leggere l’inizio del capitolo 1

C’è un pianeta spaccato in verticale.

Sopra i quindicimila metri galleggia Aethel: aria pulita, luce diretta, otto milioni di vite tenute in alto dalla sola volontà di restarci. Sotto i diecimila resta la vecchia Terra, calda e ferita, dove si respira a fatica e si scava per avere una luce propria. Fra i due mondi vale un patto di silenzio, e ciascuno lo rispetta da generazioni.

Elianor difende il cielo. Lhevon costruisce l’abisso.

E si sentono. Prima ancora di incontrarsi, ciascuno avverte nel proprio corpo la fame, la stanchezza e la paura dell’altro. Il Sentire arriva quando vuole e attraversa qualunque distanza: è la cosa più intima che possa accadere fra due esseri umani, e accade fra due nemici.

Più si avvicinano, più il legame diventa pericoloso. Un contatto solo basterebbe a fermare tutti e due i cuori. La lontananza li consuma ogni notte. E mentre i loro due mondi preparano ciascuno l’arma che cancellerà l’altro, loro restano l’unica cosa che tiene insieme la verticale.

Questa è la storia di due persone giuste sui fronti sbagliati.

Un mondo diviso in alto e in basso

Non è una guerra fra due paesi. È una guerra fra due altezze.

Sopra i quindicimila metri c’è Aethel, la città sospesa: aria pulita, luce diretta, otto milioni di persone che vivono bene e che ogni giorno pagano quel bene con una disciplina che non ammette eccezioni. Sotto i diecimila c’è quello che resta della vecchia Terra: calda, ferita, abitata da chi non è stato portato su e ha imparato a scavare la propria luce invece di riceverla.

Fra i due mondi non ci sono trattati. C’è un patto di silenzio, rispettato da generazioni, che funziona finché nessuno guarda l’altro troppo da vicino.

Due persone che si sentono prima di incontrarsi

Elianor difende il cielo. Lhevon costruisce l’abisso. Fanno bene il proprio lavoro, tutti e due, e il lavoro dell’uno è la rovina dell’altro.

Poi comincia il Sentire. Non è un messaggio, non è un sogno, non si può spegnere: è il corpo dell’altro che arriva dentro il proprio. La fame di lui la sente lei. La stanchezza di lei la porta addosso lui. La paura passa da una parte all’altra del pianeta senza chiedere permesso.

Due nemici diventano le due persone che si conoscono meglio al mondo, e nessuno dei due lo ha scelto.

Il legame che non si può toccare

C’è una regola, e il libro non la nasconde: un contatto solo basterebbe a fermare tutti e due i cuori. Più si avvicinano, più il legame è forte, e più è forte più li uccide.

Ma la lontananza li consuma ogni notte. È una storia d’amore costruita sull’unica cosa che l’amore di solito dà per scontata — potersi toccare — e su cosa resta quando quella cosa è vietata.

E intanto i due mondi preparano l’arma

Sopra e sotto, ciascuno sta costruendo in silenzio l’arma che cancellerà l’altro. Nessuno dei due fronti ha torto del tutto. Nessuno dei due ha ragione fino in fondo.

In mezzo restano loro: gli unici che sanno cosa prova il nemico, perché lo provano addosso. E finché reggono, la verticale regge.

Per chi è

Per chi legge fantascienza che parla di persone e non solo di macchine. Per chi ama i legami impossibili, i mondi costruiti fino all’ultimo dettaglio, le storie in cui la scelta conta più del destino. Per chi ha sentito, almeno una volta, qualcosa arrivare da lontano senza sapere spiegarlo.

213 pagine · Primo libro della serie Mondi Sovrapposti · eBook e copertina flessibile

Ebook Kindle · dal 10 dicembre Copertina flessibile · dal 10 dicembre

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Due nemici si sentono nel corpo, e un solo contatto li ucciderebbe.

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