Le carte scendono dalla pittura. Le otto tele della collezione Codex Genesis sono tutte nel mazzo, entrate in nove centimetri di carta: la struttura arriva intera, la materia si trasforma, e ciò che la stampa lascia fuori torna nelle parole del libretto.
Il mondo visivo del mazzo è minerale: roccia spaccata, brace e oro su fondo scuro. Una scelta che nasce dal luogo in cui le tele prendono forma. Il nero vulcanico di Tenerife assorbe la luce e la tiene, e lo sguardo di chi guarda prosegue verso l'interno. Su un fondo che assorbe, la forma luminosa si regge da sola.
Il nome di una carta ne è l'istruzione — Il Principio, Il Linguaggio, Origini, Rinascita. Il nome apre la lettura, il simbolo la sostiene, il libretto accompagna chi resta a guardare.





















Il dorso porta il simbolo a fiamma su nero incandescente, uguale per tutte e ventuno. Le carte restano indistinguibili finché una si gira, e la scelta resta libera fino all'ultimo istante.



Una lettrice apre Origin Codex per la prima volta e mostra le carte una a una.