Nel linguaggio spirituale si parla sempre di frequenze e vibrazioni. Che cosa sono per la fisica, che cos'è la risonanza, e come queste parole si incontrano con il lavoro sui Codici e sul suono.
di Elianor · 30 settembre 2026
«Alzare la frequenza», «vibrare alto», «entrare in risonanza». Sono espressioni che nel linguaggio spirituale si usano ogni giorno. Hanno un significato preciso anche nella fisica e conoscerlo aiuta a usarle con più consapevolezza.
La frequenza è il numero di volte in cui qualcosa si ripete in un secondo. Si misura in hertz: un hertz è una oscillazione al secondo. Una corda di chitarra che suona il la vibra circa 440 volte al secondo. La luce rossa oscilla circa quattrocento milioni di milioni di volte al secondo, la luce viola quasi il doppio.
Una vibrazione è un movimento che oscilla intorno a un punto di equilibrio: la corda, l'aria che porta il suono, il campo elettromagnetico che porta la luce.
Ogni oggetto ha delle frequenze sue, dette frequenze naturali. Quando una forza esterna lo spinge proprio a una di quelle frequenze, l'oggetto comincia a vibrare con grande ampiezza. È la risonanza. Un'altalena spinta al ritmo giusto va sempre più in alto con poca fatica. Un bicchiere può incrinarsi sotto una nota tenuta alla sua frequenza. Un diapason fa vibrare un altro diapason uguale posto vicino, senza toccarlo.
La risonanza è ovunque nella tecnologia: la radio si sintonizza su una stazione per risonanza e la risonanza magnetica negli ospedali usa la risonanza dei nuclei atomici per vedere dentro il corpo.
Per la fisica quantistica sì, in un senso preciso. Ogni particella ha una natura d'onda, con una frequenza legata alla sua energia. Gli atomi assorbono ed emettono luce solo a frequenze precise. Le molecole vibrano. E nella teoria quantistica dei campi le particelle stesse sono vibrazioni di campi che riempiono l'universo.
Serve però una distinzione. La frequenza di un atomo, quella di un suono e quella di cui si parla in un percorso interiore sono cose diverse, misurate in modi diversi. Quando dico «frequenza» nel mio lavoro uso la parola della fisica come immagine per uno stato di coscienza e lo dico chiaramente.
Da qui porto la mia visione.
Nel quarto capitolo del primo libro del Dialogo con la Settima Dimensione, Le Leggi Universali dell'Amore, la Settima Dimensione parla del suono come principio della materia:
«Tutto ciò che devi sapere è che attraverso il riverbero del suono nasce la Vita, da quest'onda > magnetica nasce la materia, da questo suono celestiale nasce l'Universo infinito.»
E aggiunge che anche le parole sono suoni: le intonazioni e le intenzioni con cui le usiamo possono cambiare il campo.
Per come lo intendo io, ogni stato interiore è una configurazione del campo. La paura, la gratitudine, la rabbia, la pace: ognuna ha la sua qualità. «Alzare la frequenza» vuol dire spostarsi verso stati di presenza, di amore, di chiarezza, da cui si genera una realtà diversa. È un lavoro che si fa con l'attenzione, con il silenzio, con il suono e con i Codici.
La fisica ci insegna che un sistema risponde con forza alle frequenze che gli somigliano. È una legge della natura, osservata dalle corde di chitarra agli atomi. Nel cammino interiore la stessa parola descrive un'esperienza che molti conoscono: diventiamo simili a ciò a cui diamo attenzione. Scegliere su che cosa sintonizzarsi è già un atto di creazione.
Elianor
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